GLII EFFETTI DELLA BREXIT SUL MOTOR SPORT, FORMULA E

Gli effetti della Brexit si fanno sentire anche nel mondo dell’automobilismo sportivo. L’organizzazione della Formula E – che impiega attualmente 100 persone nella sua sede di Londra – potrebbe presto lasciare la Gran Bretagna in assenza di un accordo in materia fiscale e occupazionale. Lo ha reso noto Alejandro Agag, ceo della categoria full electric. Lo spagnolo, che vive a Londra da 15 anni, ha affermato di essere piuttosto preoccupato dalla Brexit e che, qualora necessario, la Formula E lascerebbe la Gran Bretagna per spostarsi in paesi vicini come la Francia o l’Olanda.

Questione economica. Una volta che la Gran Bretagna lascerà l’Europa nel 2019, i profitti generati dalle sponsorizzazioni provenienti da partner dell’UE subiranno un’alta tassazione e questo sta causando non pochi malumori. Agag ha spiegato che su un contratto di sponsorizzazione con un partner europeo si arriverà ad avere il 30% di trattenute, sottolineando: “Questa imposta taglierebbe le nostre entrate per lo stesso importo della tassa, mentre se ci trasferissimo in Francia o in Olanda, andremmo a incassare l’intero importo. È una cosa senza senso”.

Rapporti tesi. Si dice sempre che la Gran Bretagna è la patria del motorsport, ma la Formula E sta avendo non pochi problemi a ritagliarsi il suo spazio. Dopo l’ePrix del 2016 a Bettersea Park, i residenti hanno protestato così tanto da chiudere le porte del loro quartiere alla categoria. Agag aveva avanzato la proposta di correre anche attorno a Buckingham Palace, ma anche quella alternativa è stata bocciata. “Correremo a Londra solo quando saremo i benvenuti. Nel frattempo lo faremo in altri luoghi dove lo siamo già, come nel centro di Parigi, a Roma o a Hong Kong, dove la nostra presenza non ha causato proteste”.